La dott.ssa Fiammetta Tamaro, nel team di Fisiocenter

Paolo Tamaro • 15 settembre 2026

This is a subtitle for your new post

Il Centro Fisioterapico Fisiocenter del dott. Paolo Tamaro amplia il proprio team con l’ingresso della dott.ssa Fiammetta Tamaro, medico chirurgo specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa. Una nuova presenza professionale che rafforza l’attività specialistica del centro e prosegue un percorso familiare dedicato alla fisiatria, alla riabilitazione e alla cura delle principali problematiche dell’apparato muscolo-scheletrico. La dott.ssa Fiammetta Tamaro ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Trieste e successivamente la specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa presso l’Università degli Studi di Padova. Presso Fisiocenter esegue visite specialistiche fisiatriche, occupandosi in particolare della valutazione di patologie e disturbi muscolo-scheletrici come cervicalgie, lombalgie, dolori articolari spontanei e dolori articolari di origine traumatica.


La visita fisiatrica come punto di partenza del percorso riabilitativo


Il fisiatra è il medico specialista che si occupa della diagnosi, della valutazione funzionale e dell’impostazione del percorso riabilitativo nelle patologie che possono compromettere movimento, autonomia e qualità della vita. Durante una visita fisiatrica vengono analizzati i sintomi riferiti dal paziente, la storia clinica, la mobilità articolare, la funzionalità muscolare e gli eventuali esami diagnostici già eseguiti. L’obiettivo è comprendere la causa del disturbo e definire un programma personalizzato che, quando necessario, può prevedere fisioterapia, esercizio terapeutico, terapie fisiche, trattamenti manuali o ulteriori approfondimenti. Tra le problematiche che più frequentemente richiedono una valutazione specialistica rientrano cervicalgia e lombalgia, oltre ai dolori articolari di natura spontanea o traumatica.


Cervicalgia: quando il dolore interessa la zona cervicale


Con il termine cervicalgia si indica un dolore localizzato nella regione cervicale, cioè nella parte superiore della colonna vertebrale. Può manifestarsi con rigidità del collo, limitazione nei movimenti, dolore durante la rotazione o l’inclinazione del capo e, in alcuni casi, fastidio che si estende verso spalle e arti superiori. Le cause possono essere diverse e comprendere sovraccarichi, posture mantenute a lungo, alterazioni degenerative, tensioni muscolari o conseguenze di eventi traumatici. La valutazione fisiatrica permette di individuare le caratteristiche del disturbo e di definire l’approccio riabilitativo più appropriato, evitando di considerare ogni dolore cervicale come un problema identico.


Lombalgia: una delle problematiche muscolo-scheletriche più diffuse


La lombalgia è il dolore localizzato nella parte inferiore della schiena e può presentarsi in forma acuta oppure persistere nel tempo. Può comparire dopo uno sforzo, un movimento improvviso o un periodo di sovraccarico, ma può anche essere associata a problematiche articolari, muscolari o degenerative della colonna. In alcuni casi il dolore rimane circoscritto alla zona lombare; in altri può accompagnarsi a rigidità o difficoltà nell’esecuzione di alcuni movimenti. Poiché le cause possono essere molteplici, la visita specialistica è importante per distinguere i diversi quadri clinici e impostare un percorso che tenga conto non soltanto del dolore, ma anche della mobilità, della forza e delle attività quotidiane del paziente.


Dolori articolari spontanei: individuare l’origine del disturbo


Un dolore articolare può comparire anche senza un trauma evidente. Spalla, ginocchio, anca, gomito, caviglia e altre articolazioni possono diventare dolorose per differenti ragioni, come sovraccarico funzionale, infiammazione, fenomeni degenerativi o alterazioni delle strutture che partecipano al movimento. Il dolore può essere accompagnato da rigidità, riduzione dell’ampiezza articolare, difficoltà nei gesti quotidiani o perdita di forza. In questi casi la valutazione fisiatrica è utile per identificare le strutture maggiormente coinvolte e stabilire se sia indicato un trattamento riabilitativo, un approfondimento diagnostico o un percorso combinato.


Dolori articolari traumatici: valutare il recupero dopo un infortunio


Cadute, distorsioni, incidenti e traumi sportivi possono provocare dolori articolari di origine traumatica. Dopo la fase iniziale, anche quando non sono presenti lesioni importanti, possono persistere dolore, gonfiore, rigidità o riduzione della funzionalità dell’articolazione interessata. Il compito del fisiatra è valutare la situazione nel suo complesso, tenendo conto del tipo di trauma, degli eventuali esami effettuati e delle limitazioni funzionali rimaste. Sulla base della visita può essere impostato un programma riabilitativo finalizzato al recupero progressivo della mobilità, della forza e della capacità di svolgere le normali attività quotidiane o sportive.


Una nuova specialista nel team Fisiocenter


L’ingresso della dott.ssa Fiammetta Tamaro consente a Fisiocenter di ampliare ulteriormente la propria attività specialistica, mantenendo un approccio basato sulla valutazione medica e sulla collaborazione tra fisiatra e fisioterapisti. La presenza di più figure specialistiche permette di seguire il paziente lungo le diverse fasi del percorso: dalla valutazione iniziale alla definizione del programma riabilitativo, fino al monitoraggio dei risultati. Per richiedere una visita fisiatrica con la dott.ssa Fiammetta Tamaro o ricevere maggiori informazioni sui percorsi riabilitativi disponibili presso Fisiocenter, è possibile contattare direttamente il centro.

TECAR INDIBA COMPACT Plus
Autore: Paolo Tamaro 18 settembre 2026
Il Centro Fisioterapico Fisiocenter del dott. Paolo Tamaro rinnova la propria dotazione tecnologica con l’introduzione di due nuove TECAR INDIBA COMPACT Plus, dispositivi di ultima generazione progettati per supportare il lavoro del fisioterapista in diversi percorsi riabilitativi.
vertebre
Autore: Dott. Paolo Tamaro 14 luglio 2025
I più diranno: mai sentito! Eppure la maggioranza dei disturbi della colonna vertebrale parte da lui . Come noto, le vertebre si muovono l’una sull’altra, ruotano quasi, e questo grazie a tutte le strutture anatomiche presenti nel segmento mobile intervertebrale. Iniziamo a parlare delle faccette articolari, le principali responsabili del movimento delle vertebre; sono quattro per ciascuna vertebra, due si articolano con la vertebra sopra e due con quella sotto, ovviamente a destra e sinistra. Il disco (sì, quello della famosa ernia) fa quindi solo da perno per il movimento. A queste strutture si aggiungono muscoli di vario tipo e legamenti, su cui in questa sede non mi dilungherò. Ma perché il segmento mobile è così importante nella genesi dei dolori della colonna? A causa di un meccanismo che il dott. Maigne, medico fisiatra di Parigi a cui si deve il famoso metodo manipolativo che io seguo, ha chiamato DIM nella traduzione italiana, cioè Disturbo Intervertebrale Minore . Si tratta di una irritazione del segmento mobile intervertebrale dovuto principalmente all’alterato movimento di una faccetta articolare (quindi ad esempio a posture scorrette che privilegiano la movimentazione di altre vertebre) che causa una infiammazione dell’articolazione (come tutte le articolazione, anche quelle delle vertebre non tollerano di essere mobilizziate parzialmente e quindi si infiammano, provate a tenere un polso ad un range articolare dimezzato per un anno e vedrete che presenterà fenomeni infiammatori, ma credetemi sulla parola, non fatelo sul serio). Questa infiammazione coinvolge nel tempo le altre strutture muscolari ed i legamenti del segmento mobile intervertebrale e causa appunto il DIM , situazione dolorosa che inizialmente può essere evidenziata solo con una pressione del processo spinoso della vertebra (quello appuntito che sentite sotto la pelle), poi diventa doloroso di suo e determina la contrattura muscolare della muscolatura paraspinale, quella che potete sentire accanto alla colonna. Ed ecco le cervicalgie e le lombalgie, passando per le dorsalgie. Ma come tutto ciò porta ad una cura? Nelle fasi inziali il DIM può essere manipolato (dal medico chirurgo col metodo di Maigne! ) che valuta con cura alcuni paramenti essenziali, oltre un certo limite non è più manipolabile, quindi si opta per il rilassamento della muscolatura coinvolta (massoterapia trasversale profonda) e la riduzione dell’infiammazione del segmento mobile intervertebrale (TECAR) . Poi si consiglierà al paziente una corretta ginnastica medica . Da questo si evince anche l’ importanza della prevenzione : i dolori della colonna sono risolvibili con una certa facilità agli inizi, quando ed entro una certa età possibile manipolare la colonna con ottimi risultati. Quando la patologia è avanzata, le manipolazioni non sono più eseguibili le terapie funzionano, ma diventano molto più lunghe. Dott. Paolo Tamaro
fisioterapista
Autore: Dott. Paolo Tamaro 30 giugno 2025
Quasi tutti i pazienti mi hanno chiesto perché si chiamano così. Chi si è cimentato col greco nei sui studi liceali non ha ritenuto necessario farmi la domanda. Nel greco antico infatti (e forse anche in quello moderno, ma non chiedetemi troppo) κίνησις (si legge kinesis) significa movimento (si pensi alla parola italiana “cinema”, che ha la stessa derivazione e significa sostanzialmente immagini in movimento), quindi la chinesi è una terapia di movimento. Si applica infatti a situazioni in cui , ad esempio, le articolazioni siano bloccate , può capitare spontaneamente (come nella cosiddetta spalla congelata) oppure dopo traumi o interventi chirurgici, in ogni caso il corpo da solo difficilmente riesce a risolvere queste rigidità ed ha bisogno di una chinesi, appunto una mobilizzazione che inizialmente può essere passiva , il fisioterapista che muove l’articolazione mentre il paziente sta più rilassato possibile, oppure attiva , cioè con movimenti che il fisioterapista chiede di eseguire al paziente a supporto delle sue mobilizzazioni passive. Le chinesi non dovrebbero mai essere dolorose , il dolore induce contrattura muscolare reattiva e rende più difficile la mobilizzazione, oltre e ovviamente ad essere difficile da tollerare. Un bravo fisioterapista riesce a trovare il giusto compromesso tra un fastidio tollerabile ed una energia sufficiente a produrre un buon risultato. Le sedute ovviamente portano progressivamente alla meta, ogni volta che il paziente si mette nella mani del fisioterapista compie un piccolo pezzetto di strada, spesso non percettibile; capita infatti che per varie sedute non si recuperi nulla, e poi la sedute successiva dia il frutto che le precedenti hanno preparato. Molto importante è anche valutare lo stop articolare, che può essere più o meno elastico e fornisce a chi le sa interpretare importanti informazioni sullo stato della patologia e sulla progressione della riabilitazione. Dott. Paolo Tamaro